COSENZA, LA SUA STORIA ED IL MITO DI ALARICO

ITINERARIO:

 

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Il centro storico di Cosenza, dislocato in gran parte sulle pendici del colle Pancrazio e sul colle Triglio, domina dalla sua posizione quella famosa confluenza tra i fiumi Crati e Busento che devono la loro fama, almeno in parte, a quel re dei Visigoti che secondo la leggenda trovò  qui degna sepoltura, protetto per l’eternità dallo scorrere impetuoso e inesauribile delle acque le cui  caratteristiche sono simili a quelle dei Barbari da lui capeggiati.

Proprio alla confluenza ha inizio l’itinerario turistico che permette al visitatore di cogliere i molteplici aspetti di una città ricca di storia e di cultura che affonda le sue origini nel 356 a.C. periodo in cui lo storico Strabone racconta di un centro brettio designato come capitale della confederazione dei  Brettii che vivevano nella Calabria settentrionale e centrale. Luogo di ispirazione per antonomasia, la confluenza diventa il punto di partenza per svelare al visitatore storie di miti e leggende in città. La presenza della chiesa di San Domenico sulla sponda sinistra del Crati e della chiesa di San Francesco di Paola sulla sponda destra rende il paesaggio quanto mai suggestivo, a completare lo scorcio svetta austero con le tre arcate a sesto ribassato  l’imponente ponte di Alarico  ricostruito nel 1948  in cemento e  pietra locale. Lo sviluppo del centro storico, in cui si snoda l’itinerario, fu senza dubbio condizionato dalle naturali barriere orografiche che hanno imposto alla città uno sviluppo urbanistico piramidale sulla cui sommità svetta il maestoso Castello Svevo edificato dai saraceni sui ruderi dell’antica Rocca Brettia. Monumento tra i più significativi del meridione è la Chiesa Cattedrale, situata nel cuore dell’abitato  antico, fondata subito dopo il terremoto del 1184 ed espressione del romanico-gotico-cistercense in Calabria, consacrata nel 1222 alla presenza di Federico II di Svevia che portò in  dono per l’occasione la famosa Stauroteca (XII sec.). Altro edificio di grande interesse è il  Teatro Comunale inaugurato nel 1909 intitolato ad Alfonso Rendano, pianista cosentino di grande prestigio, che attrae da sempre i tanti turisti che si fanno ammaliare dalle decorazioni in oro zecchino e dal fascino dello stile neoclassico che lo contraddistingue. La visita alle importanti  strutture museali presenti in città permette al visitatore di scoprire  i reperti e le opere d’arte presenti sul  territorio. Il Museo dei Brettii degli Enotri, situato nel ristrutturato ex convento dei padri  agostiniani (XVI sec.), si caratterizza per la ricchezza e la varietà dei reperti archeologici provenienti dalla città e da località limitrofe, e comprende materiali che abbracciano un esteso arco temporale: dai resti ossei del paleolitico superiore  rinvenuti nelle grotte di Cirella ( sulla costa  tirrenica della Calabria ) fino a reperti di epoca romano-imperiale ( III sec. d.C.) provenienti dalla città stessa.  Immediatamente alle spalle del Museo dei Brettii e degli Enotri è l’imponente mole di Palazzo Arnone, costruito nel 1500 e  utilizzato come carcere e tribunale della città fino al 1980, attualmente sede della Galleria Nazionale, nella quale si possono ammirare dipinti di grandi autori calabresi come Mattia Preti e Pietro Negroni, ma anche di autori meridionali come Luca Giordano,  Corrado Giaquinto e altri pittori che hanno influenzato  inevitabilmente la pittura locale. L’itinerario termina nella centralissima Piazza dei Bruzi in cui la scultura  di Mimmo Paladino raffigurante un Elmo Arcaico realizzato in bronzo posto su una vasca in marmo nero colma d’acqua, rievoca la leggenda di Alarico e la sua sepoltura nel Busento, diventando punto di collegamento tra passato e futuro.

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