Museo dei Brettii e degli Enotri

 

La nascita del Museo è legata alla formazione del nucleo originario della sua collezione, proveniente dagli scavi effettuati nel 1888 e intesi originariamente alla ricerca dell’antica colonia di Sybaris.

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n quell’occasione fu ritrovata la necropoli enotria di Torre del Mordillo (Spezzano Albanese), l’area sacra greca di Cozzo Michelicchio e la necropoli thurina di contrada Caccia di Favella (Corigliano Calabro). Da allora la collezione del Museo si arricchì a più riprese, sia per l’acquisto di materiale sporadico, sia in virtù di nuove scoperte.

Nel 1911 fu acquistato il primo nucleo del monetiere; nel 1916 furono inserite nella collezione le lucerne di età romana, provenienti da Cerchiara, e nel 1932 si unirono a questo materiale i reperti rinvenuti nella località Mojo di Cosenza, in occasione della costruzione dell’Ospedale Civile, dove fu scoperta una necropoli brettia.

Dopo varie vicissitudini, solo nel 1970 il Museo fu allestito negli ambienti del Palazzo della Biblioteca Civica, dove rimase fino al 2003, anno in cui fu chiuso per destinarlo al Complesso monumentale di S. Agostino. Qui la collezione, che intanto ha acquisito altri reperti provenienti dagli scavi recenti nel centro storico di Cosenza, è stata sistemata con un nuovo allestimento, inaugurato nel 2009.

La nuova esposizione dei reperti è frutto di studi recenti e di una nuova interpretazione dei contesti archeologici.

Il percorso segue un criterio cronologico:

SALE 1-4: dai primi abitatori dell’età della pietra (100.000 anni fa), al popolo degli Enotri, che a partire dalla media età del bronzo e durante l’età del ferro (1.700 – 720 a. C.) intrattenne scambi commerciali con i Micenei prima e i Greci poi, fino alla colonizzazione greca. La necropoli di Torre del Mordillo rappresenta il cuore di questa sezione espositiva.

SALA 5: la colonia di Sibari, distrutta nel 510 a.C. dall’altra colonia di Crotone, è rappresentata dal santuario extraurbano di Cozzo Michelicchio. Oltre alle note statuette fittili, sono esposti i frammenti dei fregi dipinti, già attribuiti alla località di S. Mauro.

SALE 6-8: le vicende della città di Thurii – rifondata nel 444 a.C. da Atene e altri Greci sulle rovine di Sibari – e dei popoli indigeni: in opposizione ai Lucani e ai Greci si definisce infine il popolo dei Brettii (356 a.C.), con Cosenza come centro principale. A Cosenza brettia si riferiscono importanti rinvenimenti qui esposti.

SALE 9-10: i Romani soggiogarono i Brettii dopo la seconda guerra punica (202 a.C.). Cosenza mantenne un’importanza centrale nella regione, come illustrato dagli scavi urbani. Due epigrafi in latino e la collezione numismatica, con reperti dall’età magno greca a quella medievale, completano l’esposizione.

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mportante contenitore di questi reperti è il complesso monumentale di S. Agostino, che  sorse nel 1507 per volere dei Padri Agostiniani. Il chiostro, realizzato su tre livelli, è a pianta rettangolare, con pozzo centrale. Il Convento visse il suo massimo splendore tra il XVI ed il XVII secolo. Soppresso nel 1810, fu adibito a caserma militare dai Francesi e a carcere dai Borboni. Nel 1844 vi furono detenuti, prima dell’esecuzione, i fratelli Bandiera, le cui spoglie furono poi deposte nell’attigua chiesa, per poi essere traslate nel Duomo di Cosenza e infine, nel 1870, a Venezia.

Dopo il terremoto del 1854 venne adibito a carcere femminile e poi a caserma aggiunta dei Carabinieri. Caserma per la milizia durante il Fascismo e dimora di sfollati nel dopoguerra, venne in seguito adattato ad abitazioni private. Negli anni ‘90 del secolo scorso se ne decise la destinazione definitiva a Museo Civico.

 
  
Indirizzo Salita S. Agostino
Telefono 0984.23303
http://www.museodeibrettiiedeglienotri.it
Orario di apertura  
Martedì/Venerdì 9:00 – 13:00/15:30 – 18:30;
Sabato/Domenica 10:00 – 13:00/15:30 – 18:30 
Orario estivo (da giugno a settembre): pom. 16.30 – 19.30
Lunedì chiuso
Ingresso: 3 € intero, 2 € ridotto

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